Ripartire dalla stazione verso un'altra idea di città
Comunicato del Progetto Rebeldia
La città di Pisa, al pari di tante altre città italiane, sta affrontando una
serie di trasformazioni che vedono incrociarsi diverse questioni.
Le più evidenti sono rappresentate sia dalle difficoltà sempre crescenti di
una generazione ormai matura ma impossibilitata ad operare scelte di vita a
causa della precarietà del lavoro, della vita e della casa, sia da altri
fattori, come il costante incremento del numero di cittadini migranti, una
forte presenza di studenti da tutta Italia e la difficoltà di gestire una
mobilità troppo centrata sui mezzi individuali.
Il tutto in una situazione di scarsità cronica di mezzi che le istituzioni
hanno a disposizione.
In questo contesto, le scelte degli amministratori, se vogliono guardare sul
lungo periodo, devono andare nella direzione di una soluzione integrata dei
problemi che tenga conto delle complessità sociali, culturali, economiche,
ed urbanistiche nonché delle persone che vi abitano.
Nella nostra città un esempio concreto di queste tendenze e problematiche si
riscontra nell'attuale piano di riqualificazione e riorganizzazione
urbanistica della zona della stazione.
Infatti, da un lato il piano adottato nel 2006 si poneva come obiettivi
quelli di realizzare il nuovo terminal degli autobus e liberare così la zona
delle mura; dall'altro durante l'iter di approvazione del progetto in quella
stessa zona si sono sviluppate le numerose attività dell'insieme di gruppi
ed associazioni che costituiscono il Progetto Rebeldìa.
La restituzione e l'utilizzo pubblico ad usi sociali degli spazi di via
Battisti ha trasformato il modo in cui migliaia di cittadini vivono il
quartiere, essendo stati creati luoghi che offrono molte possibilità di
integrazione sociale, di formazione e di crescita personale.
Oggi nell'area del Progetto Rebeldìa può succedere che una studentessa
senegalese della scuola di'italiano per migranti acquisti le verdure
biologiche del Gruppo d'Acquisto Solidale, mentre suo figlio impara ad
arrampicare nella palestra degli Equilibri Precari; oppure che i meccanici
della Ciclofficina si lavino le mani con l'acqua calda, grazie al pannello
solare costruito da Ingegneria Senza Frontiere; oppure ancora, un giovane
magrebino può imparare ad utilizzare internet grazie ai corsi di
alfabetizzazione informatica dell'Acklab.
E' chiaro quindi che, rispetto al momento in cui è stato adottato il Piano
Attuativo di Riqualificazione, il quartiere della stazione non è più lo
stesso. E' necessario dunque che le previsioni urbanistiche di allora si
confrontino e tengano conto delle trasformazioni sociali avvenute in questi
anni.
Ormai lo spazio di via Battisti non e' usato solo per le attività di quelle
23 associazioni. E' anche messo a disposizione di numerose altre realtà: le
comunità migranti che vivono in città, associazioni studentesche e non che
hanno realizzato iniziative di solidarietà e cooperazione internazionale;
nonché dibattiti e momenti di incontro ed attività pubbliche a favore del
quartiere, come le feste delle scuole e eventi sportivi patrocinati da
istituzioni come Circoscrizione, Provincia, Università e DSU. Tutto questo è
stato possibile grazie al lavoro volontario di decine di persone e viene
offerto alla città gratuitamente, senza gravare sulle casse comunali.
All'interno del quartiere della stazione le attività del Progetto Rebeldìa
sono, quindi, non solo un patrimonio da tutelare, ma anche una
sperimentazione sociale che può costituire una prima risposta ai problemi
che tipicamente caratterizzano le zone 'di frontiera', come quelle delle
stazioni nelle città contemporanee, e che oggi non trovano risposta in altri
luoghi.
Per queste ragioni la necessità di integrazione al piano comunale avanzata
dal Progetto Rebeldìa ha incontrato la collaborazione di architetti ed
ingegneri che hanno elaborato e presentato al Comune 7 proposte di modifica
che coniugano gli obiettivi dell'amministrazione con una vera
riqualificazione sociale del quartiere, nell'interesse di tutta la città.
Sappiamo che pur con molte difficoltà e' in corso un tavolo di trattativa
tra il Progetto Rebeldìa e le diverse istituzioni: il Comune, la Provincia,
l'Università ed il DSU. Nonostante un riconoscimento verbale dell'importanza
delle attività svolte nel quartiere e nella città, nessun passo concreto
finora è stato fatto per rispondere a queste esigenze. Al contrario l'iter
che porterà all'inizio dei lavori di demolizione continua a procedere.
Esprimiamo quindi una forte preoccupazione per una dinamica che non sta
considerando i positivi cambiamenti sociali sopravvenuti.
Chiediamo che ci sia da parte delle istituzioni un'inversione di tendenza e
una piena assunzione dell'obiettivo della salvaguardia della continuità e
stabilità delle attività sociali del Progetto Rebeldìa all'interno del
quartiere della stazione, anche considerato che al momento ci sono ancora i
tempi tecnici per intervenire sul piano urbanistico. Si tratta, dunque, di
un problema di volontà politica, di come si intende il concetto stesso di
riqualificazione di un'area della città, di decidere su quali progetti si
vuole investire. In questo quadro gli aspetti economici dovranno essere
opportunamente affrontati una volta scelta l'idea di città che si vuole
realizzare.
Primi firmatari: Paola Baiocchi, Alessandro Baldassari, Marco Baldassari,
Sandro Barbera, Beatrice Bardelli, Paola Baroni, Viviana Bartolucci, Ascanio
Bernardeschi, Franco Bertolucci, Paolo Benvenuti, Maurizio Bini, Alberto
Bozzi, Alessandro Breccia, Giovanni Campolo, Tomaso Cavallo, Soriano
Ceccanti, Marcello Cella, Riccardo Cerchiai, Francesca Cipressini, Andrea
Corti, Dario Danti, Antonella De Cicco, Pierpaolo Degano, Filippo Del
Lucchese, Adriana Demuro, Enrico Fiorini, Paolo Fornai, Aldo Fratoianni,
Aldo Frediani, Guido Gagliardi, Giorgio Gallo, Francesco Gerardi, Francoccio
Gesualdi, Federico Giusti, Daniele Ippolito, Maria Rita Laganà, Luigi
Lazzeri, Francesco Lenci, Giorgio Levi, Guglielmo Liva, Gianfranco Lusini,
Giovanni Mandorino, Lucia Mango, Riccardo Mariani, Giuliano Marrucci,
Antonella Masoni, Marcello Mellini, Ezio Menzione, Maurizio Mistretta,
Sandro Modafferi, Andrea Montella, Giovanni Morchio, Giovanna Morelli, Dino
Pedreschi Maurizio Persico, Antonio Piro, Rino Razzi, Agostino Rota Martis,
Donatella Salcioli, Hyung Suk Sbrana, Roberto Sirtori, Mauro Stampacchia,
Francesco Stoppaccioli, Stefano Teotino, Franco Turini, Maria Francesca
Zini, Polina Zlotnik, Monica Zoppè.
serie di trasformazioni che vedono incrociarsi diverse questioni.
Le più evidenti sono rappresentate sia dalle difficoltà sempre crescenti di
una generazione ormai matura ma impossibilitata ad operare scelte di vita a
causa della precarietà del lavoro, della vita e della casa, sia da altri
fattori, come il costante incremento del numero di cittadini migranti, una
forte presenza di studenti da tutta Italia e la difficoltà di gestire una
mobilità troppo centrata sui mezzi individuali.
Il tutto in una situazione di scarsità cronica di mezzi che le istituzioni
hanno a disposizione.
In questo contesto, le scelte degli amministratori, se vogliono guardare sul
lungo periodo, devono andare nella direzione di una soluzione integrata dei
problemi che tenga conto delle complessità sociali, culturali, economiche,
ed urbanistiche nonché delle persone che vi abitano.
Nella nostra città un esempio concreto di queste tendenze e problematiche si
riscontra nell'attuale piano di riqualificazione e riorganizzazione
urbanistica della zona della stazione.
Infatti, da un lato il piano adottato nel 2006 si poneva come obiettivi
quelli di realizzare il nuovo terminal degli autobus e liberare così la zona
delle mura; dall'altro durante l'iter di approvazione del progetto in quella
stessa zona si sono sviluppate le numerose attività dell'insieme di gruppi
ed associazioni che costituiscono il Progetto Rebeldìa.
La restituzione e l'utilizzo pubblico ad usi sociali degli spazi di via
Battisti ha trasformato il modo in cui migliaia di cittadini vivono il
quartiere, essendo stati creati luoghi che offrono molte possibilità di
integrazione sociale, di formazione e di crescita personale.
Oggi nell'area del Progetto Rebeldìa può succedere che una studentessa
senegalese della scuola di'italiano per migranti acquisti le verdure
biologiche del Gruppo d'Acquisto Solidale, mentre suo figlio impara ad
arrampicare nella palestra degli Equilibri Precari; oppure che i meccanici
della Ciclofficina si lavino le mani con l'acqua calda, grazie al pannello
solare costruito da Ingegneria Senza Frontiere; oppure ancora, un giovane
magrebino può imparare ad utilizzare internet grazie ai corsi di
alfabetizzazione informatica dell'Acklab.
E' chiaro quindi che, rispetto al momento in cui è stato adottato il Piano
Attuativo di Riqualificazione, il quartiere della stazione non è più lo
stesso. E' necessario dunque che le previsioni urbanistiche di allora si
confrontino e tengano conto delle trasformazioni sociali avvenute in questi
anni.
Ormai lo spazio di via Battisti non e' usato solo per le attività di quelle
23 associazioni. E' anche messo a disposizione di numerose altre realtà: le
comunità migranti che vivono in città, associazioni studentesche e non che
hanno realizzato iniziative di solidarietà e cooperazione internazionale;
nonché dibattiti e momenti di incontro ed attività pubbliche a favore del
quartiere, come le feste delle scuole e eventi sportivi patrocinati da
istituzioni come Circoscrizione, Provincia, Università e DSU. Tutto questo è
stato possibile grazie al lavoro volontario di decine di persone e viene
offerto alla città gratuitamente, senza gravare sulle casse comunali.
All'interno del quartiere della stazione le attività del Progetto Rebeldìa
sono, quindi, non solo un patrimonio da tutelare, ma anche una
sperimentazione sociale che può costituire una prima risposta ai problemi
che tipicamente caratterizzano le zone 'di frontiera', come quelle delle
stazioni nelle città contemporanee, e che oggi non trovano risposta in altri
luoghi.
Per queste ragioni la necessità di integrazione al piano comunale avanzata
dal Progetto Rebeldìa ha incontrato la collaborazione di architetti ed
ingegneri che hanno elaborato e presentato al Comune 7 proposte di modifica
che coniugano gli obiettivi dell'amministrazione con una vera
riqualificazione sociale del quartiere, nell'interesse di tutta la città.
Sappiamo che pur con molte difficoltà e' in corso un tavolo di trattativa
tra il Progetto Rebeldìa e le diverse istituzioni: il Comune, la Provincia,
l'Università ed il DSU. Nonostante un riconoscimento verbale dell'importanza
delle attività svolte nel quartiere e nella città, nessun passo concreto
finora è stato fatto per rispondere a queste esigenze. Al contrario l'iter
che porterà all'inizio dei lavori di demolizione continua a procedere.
Esprimiamo quindi una forte preoccupazione per una dinamica che non sta
considerando i positivi cambiamenti sociali sopravvenuti.
Chiediamo che ci sia da parte delle istituzioni un'inversione di tendenza e
una piena assunzione dell'obiettivo della salvaguardia della continuità e
stabilità delle attività sociali del Progetto Rebeldìa all'interno del
quartiere della stazione, anche considerato che al momento ci sono ancora i
tempi tecnici per intervenire sul piano urbanistico. Si tratta, dunque, di
un problema di volontà politica, di come si intende il concetto stesso di
riqualificazione di un'area della città, di decidere su quali progetti si
vuole investire. In questo quadro gli aspetti economici dovranno essere
opportunamente affrontati una volta scelta l'idea di città che si vuole
realizzare.
Primi firmatari: Paola Baiocchi, Alessandro Baldassari, Marco Baldassari,
Sandro Barbera, Beatrice Bardelli, Paola Baroni, Viviana Bartolucci, Ascanio
Bernardeschi, Franco Bertolucci, Paolo Benvenuti, Maurizio Bini, Alberto
Bozzi, Alessandro Breccia, Giovanni Campolo, Tomaso Cavallo, Soriano
Ceccanti, Marcello Cella, Riccardo Cerchiai, Francesca Cipressini, Andrea
Corti, Dario Danti, Antonella De Cicco, Pierpaolo Degano, Filippo Del
Lucchese, Adriana Demuro, Enrico Fiorini, Paolo Fornai, Aldo Fratoianni,
Aldo Frediani, Guido Gagliardi, Giorgio Gallo, Francesco Gerardi, Francoccio
Gesualdi, Federico Giusti, Daniele Ippolito, Maria Rita Laganà, Luigi
Lazzeri, Francesco Lenci, Giorgio Levi, Guglielmo Liva, Gianfranco Lusini,
Giovanni Mandorino, Lucia Mango, Riccardo Mariani, Giuliano Marrucci,
Antonella Masoni, Marcello Mellini, Ezio Menzione, Maurizio Mistretta,
Sandro Modafferi, Andrea Montella, Giovanni Morchio, Giovanna Morelli, Dino
Pedreschi Maurizio Persico, Antonio Piro, Rino Razzi, Agostino Rota Martis,
Donatella Salcioli, Hyung Suk Sbrana, Roberto Sirtori, Mauro Stampacchia,
Francesco Stoppaccioli, Stefano Teotino, Franco Turini, Maria Francesca
Zini, Polina Zlotnik, Monica Zoppè.